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Seduzione e Comunicazione Non Verbale: Occhio alle bufale!!

Ciao!


Per scrivere questo articolo attingo a piene mani a questa pagina del mio amico Manolo di Cocooa.com.

Se ti sei interessato di comunicazione avrai letto più di una volta una roba del genere: in una conversazione il non verbale influisce per il 55%, il paraverbale per il 38% e il verbale per il 7%.

Già di primo acchito, detta così (e spesso viene detta proprio così) mi pare un'informazione falsa in moltissimi casi; basti pensare che se ti do un'informazione importante, qualunque tipo linguaggio
non verbale / paraverbale io usi, tu quell'informazione ce l'hai a seconda delle parole che ho detto, eccezion fatta nel caso in cui io stia parlando ironicamente (ma anche in quel caso le parole conterebbero per il 50%, non per il 7%).

I numeri che hai letto sopra vennero fuori da due studi condotti nel 1972 da Albert Mehrabian, che dimostrò ben altro rispetto a quello che in molte distorte interpretazioni si afferma.

Cioè dimostrò che

1)

I canali principali sui quali viaggia un messaggio fra due persone che si parlano sono le parole, il tono della voce e il comportamento fisico (e questo lo sappiamo tutti).

2)

Gli elementi non verbali hanno grande influenza nella comunicazione specialmente quando una persona sta cercando di mentire sulle proprie emozioni: se le emozioni che sta provando sono incongruenti rispetto ai suoi gesti e alle sue espressioni facciali, è facile che l'interlocutore se ne accorga.

Le quantità di influenza espresse in percentuale si riferivano a messaggi di risposta a domande
del tipo sì / no su argomenti che avevano a che fare con le emozioni, ad es.

“Sei arrabbiato con me ?”

"Sicuro che non ti scoccia se rimandiamo la piscina alla settimana prossima?"

Interpretare quelle percentuali riferendole a tutti i tipi di conversazione - come fanno gli studiosi di comunicazione della domenica fra i quali che magari ci sono quelli che vogliono venderti un corso sulla Comunicazione Non Verbale - è parecchio, ma parecchio stupido... Se avesse un senso allora osservando due persone che parlano una lingua che non conosci per nulla dovresti capire il 93% di ciò che si stanno dicendo (magari!).

Ti potrà mettere in guardia dai vari travisamenti anche una esplicita puntualizzazione dello stesso
dott. Mehrabian:
“Ricordate che questa e altre equazioni sull’importanza relativa dei messaggi verbali e non verbali sono derivate da esperimenti che riguardano la comunicazione di sensazioni e di atteggiamenti (es. "mi piace" / "non mi piace"). A meno che un comunicatore non parli di sensazioni o atteggiamenti,
queste equazioni non sono applicabili".
Ciò nonostante, cosa deducono gli studiosi della domenica della comunicazione?

Deducono che bisogna "curare il linguaggio non verbale", perché così si dà all'interlocutore l'impressione che bla bla bla.
...Il che, con un interlocutore un minimo sveglio, si può con buona approssimazione considerare IMPOSSIBILE: se menti sulle tue emozioni, nella stragrande maggioranza dei casi chi ti ascolta e ti guarda se ne accorge, più o meno consciamente.

Cosa è invece giusto dedurre dalle osservazioni di Mehrabian?

Che se vuoi dare a qualcuno l'impressione di essere in un certo modo, l'unica strategia veramente efficace è esserlo davvero.

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